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Le mille sfaccettature del Carnevale irpino

Posted by Actaea on February 11, 2020 at 6:45 AM

Dai “zezaiuoli” di Bellizzi Irpino, ai “capirabballo” monte maranesi, fino ad arrivare ai carri variopinti di Paternopoli: ogni paese, con il suo bagaglio di storia e tradizioni, mette in scena un diverso aspetto di quella che è la festività più pazza e colorata dell’anno tramandando la cultura del territorio



Terra antichissima e ricca di tradizioni, l’Irpinia vanta uno dei Carnevali più belli e vari d’Italia. Incastonata nell’entroterra campano, questo territorio comprende numerosissime cittadine, paeselli e sobborghi, ognuno legato storicamente alle proprie usanze e con un proprio Carnevale. Le origini sono incerte e si perdono nei secoli,ma sono sopravvissute fino a oggi. La manifestazione è così sentita che per tre giorni all’anno tutto sembra fermarsi e c’è spazio soltanto per il divertimento . In un vortice di costumi variopinti, sfilate, carri,danze tradizionali, ognuno nel suo piccolo trova il modo di esprimere se stesso, di lasciarsi andare e svagarsi. Nessun pregiudizio o moralismo: Carnevale diventa sinonimo di libertà e allegria incondizionate. Se queste sono le premesse di fondo, la loro realizzazione varia profondamente a seconda del luogo dove si festeggia.

 

A Montemarano aleggia imperante il ritmo coinvolgente della tarantella, spesso suonata dal vivo. Che ci sia sole, vento o pioggia non importa! La celebrazione va avanti in ogni caso: giovani e anziani, poveri e benestanti, con o senza maschere, si lasciano tutti trascinare nel turbine di ritmo e allegria della giornata. Il corteo è guidato da personaggi vestiti di bianco e rosso, con grandi cappelli e bastoni, e che suonano spesso tamburelli e nacchere. In origine, questi “capirabballo” (capi da ballo) lanciavano arance e confetti sulla folla, che sono stati ben presto sostituiti da coriandoli e fiori.

 

Se a Montemarano ci si concentra sulla frenesia delle danze, in paesi come Gesualdo, Paternopoli, Volturara e Castelvetere la tradizione è diversa. Qui l’intera cittadinanza si impegna nei mesi precedenti alla manifestazione nella costruzione di carri artigianali. Dai colori sgargianti e sorretti da impalcature di ferro e cartapesta, i carri cambiano di anno in anno, venendo sempre riciclati. Ogni carro è accompagnato da un balletto ed entrambi si ispirano a un tema, come parodie di film, animali, popoli esotici, ma spesso e volentieri anche alla politica, generando una satira spietata e senza dogmi e quasi sempre efficace. Terminata la sfilata, i carri stazionano in una piazza o in strade appositamente chiuse e si continua a ballare fino alle prime luci dell’alba.

 

A Bellizzi Irpino invece il motivo principale è quello della Zeza, un ballo caratteristico ispirato alla tradizione napoletana seicentesca. A sfilare sono i personaggi del carnevale partenopeo: Pulcinella ,sua moglie Zeza, la figlia Porzia, Don Zenobio , in una rappresentazione scherzosa che mette in scena il matrimonio tra questi ultimi. Tutto il paese viene inondato dai “zezaiuoli” , persone mascherate che circondano i protagonisti e che vengono guidati dal Capo Zeza , una figura molto simile al caporabballo montemaranese, che impartisce ordini e gestisce le danze aiutandosi con la sua sciabola.

 

La Zeza non è però esclusiva di Bellizzi: viene infatti rappresentata anche a Mercogliano, Cesinali e Forino, che tuttavia conservano le loro particolarità differenziandosi gli uni dagli altri. A Forino, per esempio, c’è sì la Zeza, ma vengono messi in scena spezzoni teatrali diversi dagli altri paesi, come la Zingaresca e la Storia di Carnevale. Accanto ai quattro personaggi principali si alternano diverse figure, rappresentanti antichi mestieri , come ‘o pisciaiuolo, ‘o scarparo, ‘o ricottaro. A movimentare il tutto c’è il Ballo ‘o Ntreccio, una danza tradizionale che prevede l’intreccio di archi e cerchi decorati con nastri di mille colori a ritmo della tarantella Mantignanese.

 

Il Carnevale non è pertanto sempre uguale a se stesso, soprattutto in Irpinia, e non è mai soltanto una semplice festività; ha al contrario un valore di coesione sociale importantissimo e contribuisce alla ripresa economica anche dei paesi più isolati. Permette che le tradizioni sulle quali si fonda la storia di un popolo vengano tramandate nel tempo, facendo si che non si perda l’enorme eredità culturale trasmessaci dai nostri avi.


Articolo orginale : http://cresceretralerighe.altervista.org/costume-e-societa/le-mille-sfaccettature-del-carnevale-irpino/

Categories: Irpinia

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