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'O cuonzolo

Posted by Actaea on May 17, 2018 at 6:05 AM

Non esiste traduzione letterale di questo antico costume funerario, soprattutto ora che il cordoglio si esprime attraverso i social semplicemente con una sigla: RIP, che ho impiegato tempo a decifrare, io che utilizzo fiumidi parole anche solo per augurare il buongiorno a chi mi passa accanto.


Il cuonzolo appartiene alla genuina carnalità popolare del nostro immenso Sud e si manifesta in forme diverse sulla base territoriale, laddove il semplice cordoglio non consola, perché sempre secondo la saggezza popolare , il dolore passa attraverso lo stomaco e va nutrito sapientemente.

Esistono varie scuole di pensiero in proposito, almeno qui ad Avellino.

Il cuonzolo deve essere 'cuotto' quando si tratta di parenti o amici stretti: il brodo è la pietanza per la eccellenza in questi casi, anche se il defunto ha avuto la splendida idea di morire ad agosto, da servire subito dopo il funerale, anche se sono le cinque del pomeriggio.

Mia suocera, fine conoscitrice della usanze, usava le stelline, da cuocere nel brodo.

- Fanno più scena - diceva.

Ai parenti acquisiti tocca il cuonzolo 'cruro', quello del giorno dopo.

- Per fare bella figura ci vuole 'o lacierto ( il girello, anatomicamente parlando dei pezzi di carne) - sosteneva sempre lei , che in fatto di cuonzoli dettava legge.

Infine, c'è 'o pacchetto: zucchero e caffè, da consumarsi nei giorni a venire dalla dipartita.

Solo per i parenti lontani.

A tal proposito, mia suocera possedeva un quaderno, come vademecum, che ancora conservo affettuosamente, in cui annotava gli 'elementi consolatori', o per meglio dire, gli alimenti, che aveva ricevuto come cordoglio.

Signora Morasca: 1kg di caffè, 1kg di zucchero.

Signora De Napoli: 1 kg di scamorze, due succhi di frutta.

E via discorrendo...

Io le fungevo da segretaria, perché immancabilmente non trovava mai gli occhiali, quando bisognava compiere il rito.

- Aggiungi che il caffè è scadente - o - la carne è di terzo taglio - dettava, attenta ai particolari, per ricambiare allo stesso modo quando sarebbe stato tempo.

- Vabbè - le spiegavo io - lo metto tra parentesi.-

- Quali parenti, quella è venuta sola! -

Angea, la salumiera per antonomasia, ancora oggi, quando i clienti chiedono lo zucchero e il caffè, chiede: - Per lutto o per malattia? -

Perché se il destinatario è affranto, il pacchetto deve essere rigorosamente fatto con la carta del pane, quella morrone, se invece è per un fresco operato, ci vuole la carta bianca, decorata a pallini, tipo pasticceria.

V'avissev sbaglià.


https://www.facebook.com/evita.peron.10?hc_ref=ARR0E3DTDXkdKCVz9pdJkYxdrAMtiMhkm27k1f9TcXHXl5GtEY0jNQyLblRUiplkA3E&fref=nf" target="_blank" rel="nofollow">Carmela D'Auria (tratto da facebook)  

Categories: Irpinia

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