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Oltre il boicottaggio

Posted by Actaea on October 19, 2018 at 4:20 AM

“Si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi.” (IGNAZIO SILONE )

Il boicottaggio è un'azione individuale o collettiva coordinata avente lo scopo di isolare, ostacolare e/o modificare l'attività di una persona, o quella di un gruppo di persone, uno strumento entrato nell'uso comune fortunatamente per battaglie etiche e per un positivo cambiamento.

Il funzionamento del boicottaggio è molto semplice, per danneggiare una persona, una compagnia, un'organizzazione o un' associazione, si evita d'interagire con essa.

Per quanto possa sembrare semplice, la forza del boicottaggio sta nel numero,se ad agire è il singolo, a poco o a nulla sarà valso lo sforzo, quando invece è un gruppo di persone allora i risultati saranno evidenti.

Di questo strumento di protesta esiste però una versione meno etica e con propositi non proprio nobili, è il boicottaggio perpetrato dai cosiddetti “giudici inquisitori”.

In ogni comunità esistono meschine figure, forse semplicemente ignoranti, che prese dal vortice del loro vittimistico senso di inferiorità sono portate a percepire gli altri come individui malevoli e rifiutanti, questi ipocriti personaggi sono in grado di esasperare ogni circostanza annullando contestualmente ogni tipo di comunicazione con le loro vittime, talmente ambigui da non riuscire nemmeno a percepire che il loro atteggiamento non è lontano dalla torbida “mentalità camorristica”. L'aspetto forse più preoccupante è che i soggetti di tali azioni vengono spesso lasciati liberi di fare, giudicare, isolare, calpestare, calunniare, nemmeno chi potrebbe reagire, chi conosce i fatti, chi non gradisce il modo, tenta di disinnescare, di contraddire e il “non sono fatti miei” risulta essere la regola.

Vi sono modelli etici che formano la mentalità camorristica e spesso l’appartenenza al gruppo e il potere maschio rispetto alla femmina fanno da padrone. E' in questo contesto che il “giudice inquisitore” con la sua mentalità camorristica viene lasciato libero di crescere e moltiplicarsi.




Non ce ne accorgiamo ma ci troviamo sempre più spesso a fare i conti con atteggiamenti quotidiani molto vicini alla “mentalità camorristica”, dove non esiste confronto, non esiste dialogo ma solo l'amico dell'amico che “mi fa il piacere”, un contesto forzato che sembra costantemente dire “o ti adegui o sei fuori”. ma attenzione perchè far finta di niente è complicità di fatto.

 


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