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E' morto Carmine Ragano, medico e politico. Irpinia in lutto

Posted by Santo Stefano del Sole on November 22, 2017 at 5:10 PM Comments comments (0)

di Simonetta Ieppariello

E’ morto Carmine Ragano, medico 65enne di Santo Stefano del Sole e sindaco per un decennio del comune irpino. Un malore improvviso lo ha strappato all'affetto dei suoi cari. Un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo.




Tra le cariche pubbliche ricoperte anche quella di Presidente della Provincia di Avellino. Una notizia che ha sconvolto non solo la piccola comunità ma l'intero mondo politico, medico e sociale irpino. Messaggi di cordoglio ricordano l'uomo, l'amministratore e il professionista.

"Sono profondamente addolorata per l'improvvisa scomparsa di Carmine Ragano - commenta la presidente del consiglio regionale della Campania Rosa D'Amelio -.

Ci lascia un politico onesto e perbene, un caro amico con il quale più volte ho avuto il piacere di confrontarmi su tante questioni a partire dalla sanità, rispetto alla quale ha sempre saputo fornire contributi umani e professionali di grande livello. Ai familiari e alla comunità di Santo Stefano del Sole che tanto ha amato porgo le mie più sentite condoglianze".

Arturo Iannaccone, assessore al Comune di Avellino commosso annota sulla sua pagina Facebook: “Inaspettatamente è scomparso Carmine Ragano: medico,già Presidente della Provincia e Sindaco di Santo Stefano, promotore convinto dell'Area Vasta di Avellino se ne è andato lasciando un vuoto incolmabile. Ieri siamo stati insieme fino alle 14 per discutere con altri delle prossime Elezioni all'Ordine dei Medici. Era calmo, sereno, lucido e rigoroso negli argomenti come sempre. Lo piango e conserverò sempre nel cuore il suo ricordo. Ciao Carmine. Ti ringrazio per l'amicizia e la stima che mi hai riservato.”.

Il sindaco di Chiusano Carmine De Angelis invece scrive: “Ci lascia un uomo d'altri tempi, elegante e franco, di spiccata intelligenza e vivace umorismo. Un politico onesto e competente, dote rara di questi tempi, che ha saputo rappresentare al meglio i meriti e i bisogni di una comunità”.

Il sindaco Francesco Urciuoli ha proclamato il lutto cittadino per oggi domenica 19 novembre e lunedì 20 novembre 2017.

La bandiera a mezz’asta sarà esposta sull’edificio comunale e tutti gli uffici pubblici e gli Uffici comunali saranno chiusi. Gli esercenti commerciali, artigianali e le imprese tutte chiuderanno le attività durante il corso della cerimonia funebre fissata per lunedì 20 novembre.

La Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino esprime profondo cordoglio per la prematura e improvvisa scomparsa. Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Ragano è stato un punto di riferimento per la sanità irpina, alla quale ha sempre offerto un valido contributo umano e professionale. Frequenti e proficui i suoi rapporti con l'Azienda Ospedaliera "Moscati", dove, dallo scorso febbraio, era componente dell'Osservatorio Permanente per l'Appropriatezza Prescrittiva. La Direzione aziendale, nel formulare sentite condoglianze alla famiglia del dottore Ragano, si associa anche al dolore di tutti i medici della Fimmg per la perdita di una guida esperta e illuminata.

Articolo Ottopagine.it : https://www.ottopagine.it/av/attualita/142298/e-morto-il-dottore-ragano-addio-al-medico-galantuomo.shtml

A' vermenara. Sortilegi, misteri e credenze.

Posted by Redazione on October 18, 2017 at 11:00 AM Comments comments (0)

C’è un velo, che divide il sacro dal profano, la scienza dalla fede. Un velo a volte più spesso a volte più sottile, nelle cui pieghe si annidano spesso credenze popolari fatte di racconti, più o meno veritieri, ma con un unico denominatore comune: il mistero.




In Campania la "vermenara", è diventata una delle pieghe di questo velo. Credenza popolare o meno, si trattava di una vera e propria malattia - il suo nome, infatti, deriva dalla presenza di piccoli vermi, chiamati ossiuri, all'interno dell’intestino - che, fino alla fine del secolo scorso, si combatteva con sortilegi, riti e preghiere. Questo perchè l'epidemia colpiva specialmente i bambini in età scolare appartenenti alle classi meno abbienti.

La credenza popolare, inoltre, associa la Vermenara alla trasformazione materiale di una paura, di un terrore: da qui l'espressione "ha fatto 'a vermenara" per indicare un grande spavento e la conseguente formazione di vermi. Per mandarli via, attraverso le feci, ci pensava l’"incarmatrice" - da cui l'espressione "incarmare i vermi” - una figura a metà tra fede ed esoterismo che, tramite un rituale, tramandato spesso in famiglia, cospargeva la pancia del bambino di olio e aglio e, recitando una serie di formule incomprensibili, cacciava via il male. A completamento dell'operazione, un taglio netto sulla pancia quasi a eliminare i vermi che si erano annidati per colpa dello spavento.

La ritualistica, purtroppo, si è persa nel corso degli anni, ma conserva intatto, ancora oggi, il suo fascino e il suo mistero, custodito gelosamente nelle mani di chi ha ereditato “il potere”

(di Giuseppe Scarica)

fonte : ecamapania.it 

Agenzia del Demanio "Cammini e percorsi", on line il primo bando nazionale

Posted by Santo Stefano del Sole on August 8, 2017 at 11:35 AM Comments comments (0)

Il primo bando di concessione/locazione in uso gratuito promosso nell’ambito del progetto CAMMINI E PERCORSI e rivolto ad imprese, cooperative e associazioni under 40 è pubblicato sul sito web dell’Agenzia del Demanio nella sezione Avvisi e Gare.




Per i beni di proprietà dello Stato si tratta di un BANDO unico NAZIONALE suddiviso in 30 LOTTI e c’è tempo fino all’11 Dicembre 2017 per presentare la propria proposta


Le procedure di gara per l’affidamento degli altri immobili pubblici candidati nel progetto e le relative scadenze sono, infatti, gestite e disciplinate dall’Ente proprietario con il supporto dell’Agenzia del Demanio. È, pertanto, possibile partecipare a più bandi gestiti singolarmente dai diversi Enti, secondo quanto sarà indicato nei rispettivi Avvisi di Gara. Per maggiori informazioni si veda anche il sito web dell’Agenzia.


L’iniziativa “Cammini e percorsi” si traduce nell'assegnazione gratuita, per un periodo di nove anni, della concessione per 43 immobili (i primi dell'iniziativa, ma ne seguiranno altri) pubblici, nell'ambito del più ampio progetto Valore Paese. Il bando di gara è stato definito grazie anche ai risultati della consultazione pubblica che si è conclusa il 26 giugno e ha registrato un interesse straordinario, con la partecipazione di quasi 25mila persone tra italiani e stranieri.

I 43 immobili pubblici saranno dati in concessione gratuita per nove anni a imprese, cooperative e associazioni costituite in prevalenza da under 40, come previsto dal Dl Turismo e Cultura (83/2014). Il progetto Cammini e Percorsi ha infatti l’obiettivo di promuovere il turismo “lento” attraverso il recupero di immobili pubblici sui percorsi ciclopedonali e sui tracciati storico-religiosi da trasformare in contenitori di attività e servizi per i viaggiatori. È la prima volta che l’Agenzia utilizza lo strumento della concessione gratuita per sostenere l'imprenditoria giovanile e il terzo settore allo scopo di incentivare iniziative a carattere innovativo, sociale, culturale, creativo e sportivo.

Per la la provincia di Avellino è presente il lotto 5 : L’Ex Convento San Marco in Sant'Angelo dei Lombardi (AV) 

L’Ex Convento San Marco è un edificio storico situato appena fuori dal centro abitato, in un contesto a forte vocazione naturalistica. Immediatamente a ridosso della SP 29, è collegata alla stessa da una traversa che conduce fino all’immobile. L’immobile aveva originariamente una forma a pianta rettangolare, ma a seguito dei danni subiti per terremoti, due delle ali dell’edificio sono state abbattute. L’accesso avviene dal piazzale pubblico antistante mentre la struttura si sviluppa in parte ad un solo livello ed in parte su due livelli ed ha una copertura inclinata a doppia falda. Entrambe le ali del fabbricato hanno accesso all’esterno grazie ad ampie vetrate, in quella che era la corte interna ed ora è area esclusiva di pertinenza.

Superficie fondiaria: 2.010 m

Superficie lorda: 1.200 m

Provvedimenti di tutela: Si

Usi ammessi: nuovi usi a supporto al viaggiatore lento (turista, camminatore, pellegrino e ciclista, etc.), servizi d’accoglienza e di informazione turistica, attività di animazione sociale, culturale e sportiva degli itinerari di riferimento.

Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione dedicata al progetto : http://www.agenziademanio.it/opencms/it/progetti/valorepaese/camminipercorsi/bandogaracammini/

6 agosto 1945 : Enola Gay

Posted by Santo Stefano del Sole on August 6, 2017 at 5:25 PM Comments comments (0)

6 agosto 1945: aereo "Enola Gay" sganciava "Little Boy", la bomba atomica su Hiroshima Roma, Italia - Erano le ore 8:14. L'Mk1 era lunga 3 m e pesava 4 tonnellate: uccise sul colpo tra le 70 e le 80.000 persone 10079 (WAPA) -



Il 30 aprile del 1945 si era suicidato Adolf Hitler, e nei giorni seguenti era capitolata la Germania nazista, la cui guida era stata momentaneamente affidata all'ammiraglio Donitz. In guerra restava solo il Giappone a combattere gli alleati; la Nazione del "Sol Levante" non aveva ormai alcuna possibilità di trionfare, eppure continuava a combattere strenuamente. Nei giorni seguenti il presidente americano Truman (vicepresidente di Roosevelt, morto il 12 aprile e di cui aveva assunto la carica) era venuto a conoscenza del progetto Manhattan, che si era sviluppato segretamente nel deserto del Nevada e aveva portato gli Stati Uniti a disporre della prima arma nucleare della storia. Truman decise quindi di utilizzare il nuovo ordigno sul Giappone per stroncare immediatamente ogni velleità di resistenza da parte del nemico. Il 26 luglio il presidente Usa e gli altri capi di Stato alleati tentarono un'ultima volta, con la dichiarazione di Potsdam, di intimare i termini per la resa giapponese, che fu prontamente respinta; nessuno, a parte Truman e pochi altri sapeva ancora della bomba. Bisogna considerare che in Europa gli americani avevano operato numerosi bombardamenti a tappeto contro la Germania nazista e già nel marzo del 1945 avevano colpito duramente Tokyo con un bombardamento che causò danni enormi; perciò l'idea di bombardare il Giappone non era un'idea particolarmente innovativa. Ciò che era, invece, profondamente diverso era il tipo di arma utilizzata. Si decise di scegliere come obiettivi le città di Hiroshima e Nagasaki, città di notevole importanza, situate nel Giappone meridionale; inoltre Hiroshima era considerata particolarmente adatta perché non aveva nei dintorni campi per prigionieri di guerra. La città di Nagasaki invece era un importante porto ed ospitava numerose strutture e attività industriali. A differenza di Hiroshima erano però presenti campi per prigionieri di guerra britannici. Infine Nagasaki era una delle città più avverse al governo centrale, sede storica del socialismo e della più antica comunità cristiana giapponese. Per attaccare Hiroshima fu scelto il 6 agosto per via delle condizioni meteo favorevoli (il cielo era parzialmente coperto). I giapponesi rilevarono l'arrivo dei bombardieri americani, ma vedendo solo tre aerei (i Boeing B-29 denominati "Enola Gay", "The Great Artiste" e "Necessary Evil") sottovalutarono la minaccia. L'Enola Gay" (B-29-45-MO, numero di serie 44-86292), appartenente al 393esimo squadrone bombardieri, 509esimo gruppo composito dell'Usaf, era decollato insieme agli altri due B-29 da Tinian, nell'arcipelago delle Isole Marianne. Era uno dei quindici B-29 ai quali era stata apportata la modifica definita Silverplate, che permetteva a tali velivoli di sganciare bombe atomiche. Il nomignolo all'aereo era stato dal colonnello Paul Tibbets, capo della missione. "Enola Gay" Tibbets (il cui nome derivava a sua volta da un'eroina di un romanzo) era infatti il nome di sua madre. Alle ore 8:14, senza che gli americani avessero incontrato alcuna resistenza, l'"Enola Gay" sganciò la bomba atomica Mk1, che era stata soprannominata "Little Boy". Questo nomignolo era stato dato alla bomba da Robert Serber, che aveva lavorato sotto Robert Oppenheimer nell'ambito del progetto Manhattan, ed era stato tratto da un film noir, "Il mistero del Falco" ("The Maltese Falcon"); esso si riferiva infatti al personaggio interpretato nel film da Humphrey Bogart. Anche le altre due bombe atomiche prodotte per essere usate sul Giappone prendevano il nome da personaggi del film: "Fat man" e "Thin man". "Little Boy" era lunga 3 metri e pesava 4 tonnellate, anche se solo 64 kg erano di uranio arricchito: l'esplosione veniva innescata tramite una reazione a catena, con un proiettile di uranio che percorreva una canna antiaerea modificata all'interno della bomba, lunga 183 centimetri, in grado di resistere fino a 2700 bar. La detonazione avveniva quando il proiettile di uranio veniva lanciato per mezzo di una carica esplosiva e si univa al bersaglio superando la massa critica e attivando l'iniziatore (un generatore di neutroni), dando via alla fissione. I neutroni liberati in grande quantità favorivano la rapidità e l'efficienza della reazione. La prima bomba atomica ("The Gadget") era stata fatta esplodere il 16 luglio del 1945 nel poligono di Alamogordo in New Mexico, ma era una bomba al plutonio. "Little Boy" fu la prima bomba all'uranio e fu praticamente testata sul campo. La bomba cadde sul centro di Hiroshima e fu fatta esplodere all'altezza di circa 600 metri, dopo 43 secondi di caduta libera, sia per massimizzare l'area di impatto, sia per permettere all' "Enola Gay" di allontanarsi, cosa che l'aereo fece immediatamente, invertendo la rotta di 178°. Lo scoppio, pari a circa 16 chilotoni (negli anni seguenti americani e sovietici sperimentarono con successo bombe di decine di megatoni), uccise sul colpo tra le 70 e le 80.000 persone; quasi la totalità della città venne spazzata via dall'esplosione.




I giapponesi si accorsero di quanto era accaduto solo quando un ufficiale, decollato da Tokyo per cercare informazioni sulle comunicazioni interrotte da Hiroshima, vide, circa tre ore dopo, un'enorme nube provocata dall'esplosione. Tuttavia le informazioni ufficiali giunsero solo con l'annuncio dato dalla Casa Bianca sedici ore dopo. Coloro i quali morirono sul colpo furono i più fortunati: numerosi furono i casi di avvelenamento da radiazione e necrosi, e molti morirono tra atroci sofferenze, portando il totale dei morti a 200.000. Molti altri morirono negli anni successivi per le conseguenze dell'esplosione. In seguito allo sgancio della seconda bomba su Nagasaki e l'attacco sovietico contro il Giappone (che ruppe il precedente trattato di non belligeranza invadendo la Manciuria con oltre 1.500.000 di uomini), entrambi avvenuti il 9 agosto, i giapponesi infine capitolarono ed il 15 agosto si arresero: era finita la seconda guerra mondiale.




(Avionews) (006) 170804120127-1206253 (World Aeronautical Press Agency - 0)

I puteari Santostefanaesi

Posted by Santo Stefano del Sole on August 3, 2017 at 4:45 AM Comments comments (0)

Un tempo il centro di Santo Stefano era popolato da numerose persone dunque la richiesta di beni di prima necessità era molto grande, per cui vennero a crearsi molte attività che facevano del loro punto di forza la vendita di generi alimentari. Coloro che lavoravano ed erano i proprietari di questi negozi venivano chiamati col termine dialettale di “PUTEARI” ma molti di essi non si occupavano soltanto della vendita di alimenti ma anche di altre cose utili alla popolazione. C’era chi oltre alla “putea” aveva una merceria, un’osteria o ancora un sale e tabacchi. In questo modo, le esigenze di tutti i Santostefanesi venivano soddisfatte. Le “putee” a Santo Stefano erano talmente tanto numerose che abbiamo deciso di suddividere questo argomento, che perciò verrà trattato anche nelle prossime uscite del giornalino.




Questo mese inizieremo col raccontarvi della putea di Domenico De Luca e Colacurcio Elisa, e di quella della signora Maria Romano. Per raccontarci dell’attività dei coniugi De Luca abbiamo chiesto informazioni alla figlia Carmela la quale, attraverso le sue parole, ha cercato anche di farci rivivere quello che era il Santo Stefano di una volta. La putea della famiglia De Luca venne fondata intorno agli anni ’60 ma non nacque come bottega di generi alimentari, bensì all’inizio era più che altro una merceria e non era collocata all’inizio di via Calcara ma si trovava sotto la casa di “Attilio o’ chianchiere”. Poi il signor Domenico, dopo il terremoto, decise di spostare l’attività nel locale adiacente alla sua abitazione e anche di cambiarle la destinazione d’uso perciò da quel momento fu fondato l’alimentari De Luca. La signora Carmela ci ha inoltre raccontato che i genitori decisero di creare un’attività commerciale non tanto per motivazioni economiche ma piuttosto per soddisfare quella loro voglia e quella loro grande passione di stare in mezzo alla gente. Il signor Domenico e la signora Elisa infatti amavano molto chiacchierare ed intrattenersi con tutti coloro i quali si recavano nella loro bottega per fare compere, e non si tiravano mai indietro dall’invitare i loro clienti ad entrare in casa per bere un caffè o semplicemente per trascorrere un po’ di tempo insieme. La putea non era molto grande, ma nonostante questo attirava una folta clientela proveniente in particolare da via Calcara e da Castelluccio, fatta soprattutto da persone anziane che una volta ritirata la pensione ne riservavano una parte per fare la spesa. L’alimentari fu poi definitivamente chiusa nel 1998, quando alla morte della signora Elisa, il signor Domenico si rese che non aveva le forze per gestire l’attività da solo, anche perché era la moglie che si occupava prettamente del negozio ed inoltre nemmeno le figlie potevano aiutarlo in quanto avevano altre prospettive per il loro futuro. Ma nonostante ciò, la signora Carmela ci ha rivelato che, essendo cresciuta nel negozio, aveva imparato anche lei ad amare il costante contatto con le persone e lo stesso lavoro dei genitori ed infatti da ragazza era lei che consigliava il padre sui prodotti da acquistare e che più potevano attrarre la clientela. Il fatto di aver continuato gli studi e di essere arrivata alla laurea poi la spinse a continuare quello per cui aveva studiato, per cui decise di non rilevare l’attività di famiglia. Nella sua mente però rimane indelebile il ricordo del suo papà che, raccolti i sacchi di grano, li portava a macinare e arrivava al negozio tutto sporco di farina e la moglie lo rimproverava sempre o ancora il profumo del pane caldo che arrivava in bottega a prima mattina. Della putea della famiglia Romano ci ha invece parlato il figlio, il signor Michele De Cicco, meglio conosciuto col nome di Michelino, il quale invece ha deciso di continuare il lavoro dei suoi nonni e quello di sua madre e sta cercando di trasmettere la sua passione e il suo amore per il suo lavoro anche ad uno dei suoi figli. Il suo impegno e il suo costante lavoro infatti hanno fatto sì che egli restasse l’ultimo e unico “putearo” del paese e che diventasse un punto di riferimento per l’intera cittadinanza. L’attività della famiglia di Michelino prende avvio negli anni poco precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, anche se in quel periodo non possiamo parlare di “putee” bensì di una cooperativa di cui facevano parte i suoi nonni e che si occupava di far arrivare a Santo Stefano beni di prima necessità. Ad occuparsi del negozio era prevalentemente la mamma, la signora Maria, mentre il papà lavorava come sarto. Michelino ci ha raccontato che quando decise di seguire le orme della madre e di lavorare nel negozio al suo fianco, i primi periodi non era molto entusiasta, forse perché ancora troppo giovane ed inesperto, ma soprattutto privo di quella pazienza che serve quando si è a contatto costante col pubblico. Col passare del tempo e con l’aumentare dell’età ha iniziato a capire che era giusto proseguire un’attività già ben avviata e che comunque avrebbe potuto dare sostentamento in futuro alla sua famiglia e quindi Michelino ha cercato di rinnovare il negozio fornendolo di merce maggiore per accontentare una fascia sempre maggiore di clienti. Ad aiutarlo nel lavoro c’è sempre stata la moglie, la signora Iolanda, con cui il negozio si è ingrandito a tal punto da iniziare a commerciare anche capi d’abbigliamento che richiamavano clienti anche al di fuori del paese. Il numero sempre maggiore di supermercati non ha però mai intimorito Michelino, il quale ha fatto del suo punto di forza l’ottima qualità e i prezzi convenienti. Nella sua mente però tornano spesso le parole della madre che gli diceva “figlio mio tu tieni na visazza troppo rossa ‘ngoppa e spalle, butta tutto là dindo” cioè “cerca di sopportare sempre, il più possibile” perché come si suol dire, il cliente ha sempre ragione.





tratto dal numero di Gennaio 2017 giornalino ORATORIA :  https://www.facebook.com/Oratoria-580425112139571/?fref=ts

il link per scaricare tutto il giornalino :   https://onedrive.live.com/?authkey=%21ADqrfMD2ypdkIzk&cid=2E19B359081AEEAB&id=2E19B359081AEEAB%2197637&parId=2E19B359081AEEAB%2197636&o=OneUp



Nato il sito che racchiude tutte le bellezze della Campania

Posted by Santo Stefano del Sole on August 3, 2017 at 3:05 AM Comments comments (0)

È online, in via sperimentale, incampania.com, portale del turismo della Regione Campania, una vetrina delle eccellenze regionali che racconta natura, storia, città d’arte, mare, monumenti, enogastronomia, itinerari religiosi, eventi e Siti Unesco in un mix straordinario e unico nel panorama turistico mondiale.




 

Un portale aperto al territorio che mira a coinvolgere, attraverso la regia regionale, tutti i player dell’offerta turistica: Comuni, Enti parco, siti museali e archeologici, teatri lirici, operatori culturali, associazioni e imprese.

“Abbiamo avviato la sperimentazione di un portale che ha l’obiettivo di coinvolgere il turista e avvicinarlo alla scoperta della Campania. Le oltre 700 schede, già presenti in italiano e inglese, dal mese di settembre si arricchiranno grazie alla condivisione e alla partecipazione volontaria degli addetti ai lavori che potranno implementare i contenuti” dichiara l’assessore al Turismo Corrado Matera.

 

Grande attenzione ai canali social come strumento di ascolto, dialogo e confronto in grado di restituire preziose suggestioni. Nove le sezioni del nuovo portale, le prime sette di natura informativa, le ultime due strumenti utili alla pianificazione dei viaggi in Campania:

 

MARE: Cilento, Costiera Amalfitana e Sorrentina, Isole, Litorale domitio. Decine di località in grado di offrire vacanze affascinanti e diversificate per diverse tipologie di target;

 

ARTE E CULTURA: musei, reggie e castelli, teatri, siti archeologici, grotte e antri sotterranei, palazzi storici, architetture moderne, fino alle eccellenze dell’artigianato campano (dalla ceramica di Vietri, alle sete di San Leucio, passando per i presepi di San Gregorio armeno);

SAPORI: un viaggio attraverso la cultura enogastronomica millenaria della regione con i prodotti tipici, i dolci della tradizione, i vini – dai grandi rossi alle bollicine – infine, gli “stellati”, i ristoranti di eccellenza di cui la Campania è la regione che vanta il maggior numero.

 

NATURA: i parchi regionali, le riserve, le aree marine protette, i laghi, le località termali e i suggestivi percorsi naturalistici, dal mondo sotterraneo delle grotte di Pertosa al sentiero degli Dei.

 

BENI UNESCO: la Campania è la regione con il maggior numero di siti dichiarati di interesse culturale dall’Unesco, con la presenza peculiare di alcuni beni immateriali come la dieta mediterranea e i gigli di Nola;

 

PERCORSI DELL’ANIMA: chiese, santuari, luoghi di culto e percorsi integrati per favorire il turismo religioso;

 

LE 5 CITTÀ: i cinque capoluoghi, ricchi di storia, monumenti ed attrazioni e come porta di accesso ai tesori delle provincie;

 

EVENTI: un fitto calendario di appuntamenti culturali, di spettacolo ed enogastronomici. Decine di eventi con schede dettagliate e ricche di contributi multimediali.

 

PIANIFICA IL TUO VIAGGIO: utile strumento interattivo per la pianificazione del viaggio che consente al turista di costruire il proprio percorso partendo dai propri temi di interesse, incontrando l’offerta turistica e attrattiva delle singole stagioni.


Fonte :  Vesuviolive.it


Santo Stefano del Sole: semplicemente bella

Posted by Santo Stefano del Sole on July 31, 2017 at 7:00 AM Comments comments (0)

Sole, e non solo nel nome e nelle condizioni atmosferiche. Santo Stefano del Sole, con la Polisportiva Lorenzo Toriello, dimostrano, anno dopo anno, di saperci fare e di saper offrire una gara di qualità a chi decide di esserci e godersi la qualità di un evento estivo intenso nel ricordo, nel piacere della gara, nella piacevolezza dell’accoglienza.




Gara

Nessun pathos agonistico al fine vittoria, sia in campo maschile sia in quello femminile. Guseppe Soprano e Gilio Iannone da un lato, Francesca Palomba e la sorella Filomena dall’altro, hanno deciso da subito di fare gara, anzi passerella in coppia, fino alla fine. Una decisione che però non ha tolto nulla al piacere della gara, con la cronaca che necessita di conferma di vittoria per Giuseppe Soprano (Caivano Runners) e Francesca Palomba (Nikaios Gragnano). Terzo gradino del podio per la coppia (nella vita e per la società, Montemiletto) per Annamaria Damiano e Saverio Giardiello.

Per le società l’ha spuntata il team di Pietro Carpenito, Montemiletto Team Runnrs.

Il ricordo di Lorenzo Toriello, la sua passione per lo sport e per la vita, unito a quello di Siham Laaraichi (il suo sorriso ancora aleggiante a Santo Stefano, ultima sua gara prima del suo volare via lo scorso anno) hanno fatto ancor più la differenza, in una mattinata speciale dove il sole ha fatto da padrone, ma non mi riferisco al disco giallo che abbagliava Santo Stefano.


fonte : http://www.podistidoc.it/santo-stefano-del-sole-2/

Smartphone-aholic, gli assenti battono i presenti 10 a 0

Posted by Redazione on July 23, 2017 at 5:10 AM Comments comments (0)
di Giusy Cinquemani. In questi giorni, in contesti diversi, mi è capitato di pensare, parlare e discutere, rischiando anche di litigare, sulla pervasività dell'uso dello smartphone nonché sugli effetti di tale abuso. Qualche settimana fa, Giuliano Castigliego, su il Sole 24 ore, riprendeva uno studio in cui si indagava e confermava la riduzione delle nostre capacità di concentrazione e di risoluzione dei problemi a causa dello smartphone. Tutti possiamo facilmente osservare che non ci sono attività, situazioni o incontri in cui quel dispositivo si spegne volentieri e volontariamente. Qualora lo si faccia, perché costretti, lo si setta sulla modalità silenzioso o vibrazione, lasciando comunque a contatto con pelle o a portata di mano. Potremmo dire che non c'è attività, situazione o incontro che ci faccia sentire di volere essere proprio in quella attività, situazione o incontro. A lavoro, a casa, in famiglia, in riunione, in viaggio, con il partner, con i proprio genitori, con i propri figli, con gli amici, con i colleghi, si rimane connessi con il resto del mondo, o meglio, in attesa che il resto del mondo si faccia vivo con noi. Forse perché mentre si lavora potrebbe arrivare una nuova offerta di lavoro? O perché mentre si è con la propria madre potrebbe chiamare il proprio figlio? E mentre si è col proprio figlio si potrebbe essere cercati dalla propria madre? E mentre si è con gli amici a cena, altri ancora potrebbero contattarci? Insomma non si è mai del tutto dove ci si trova. Una prima decodifica di tali comportamenti potrebbe essere quella classica del desiderio che per sua natura sfugge: non siamo dove vorremmo veramente essere; non facciamo il lavoro che vorremmo veramente fare; non siamo col partner, o con gli amici che avremmo veramente voluto. Pertanto saremmo in attesa di quello che lo psicoanalista Christopher Bollas, ne L'ombra dell'oggetto (1987), definisce oggetto trasformativo, quello che da solo cambia il senso della vita intera. Lettura che sembra non adatta a quello che siamo diventati, gente non ingenua e fortemente desiderante cui tanti oggetti riempiono la vita: lavori, amori, amici, viaggi, interessi e così via. Peccato però che quando siamo in loro presenza nessuno di essi merita la nostra attenzione esclusiva, nessuno di essi sembra valere la pena di essere veramente vissuto. Sollecitati e autoindotti ad un multitasking continuo e ad un uso disturbato dell???attenzione, come scrive Byung-Chul Han in diverse sue opere, tra cui La società della stanchezza (2010), in cui l'ascolto, lo sguardo, l'affetto, il pensiero, viene continuamente sollecitato e dirottato altrove, su altri oggetti, su altro da noi, altro da ciò che noi abbiamo desiderato, scelto, cercato, trovato e non ancora perduto. (Da Il Fatto Quotidiano)

Resto al sud, incentivi in favore del mezzogiorno

Posted by Redazione on July 6, 2017 at 2:45 AM Comments comments (0)

Il 20/06/2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 91, recante "Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno".

Il provvedimento, entrato in vigore dal giorno successivo si compone di 17 articoli e IV Capi, con l' intento di sostenere la nascita e la crescita delle imprese nel Mezzogiorno.

Infatti, grazie alla misura denominata "Resto Sud", i soggetti di età compresa tra i 18 e 35 anni residenti in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, possono chiedere un incentivo economico, pari a 40.000 euro, di cui:

35% a fondo perduto, a copertura dell' intero investimento e del capitale circolante;

65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da Istituti di credito.

Innanzitutto, all' art.1 si dispone che la misura è rivolta ai soggetti di età compresa tra i 18 e 35 anni che presentano i seguenti requisiti:

siano residenti in una delle seguenti regioni (Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro 60 giorni della comunicazione del positivo dell' istruttoria;

non risultano già beneficiari, nell' ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell' auto imprenditorialità.

INCENTIVO ECONOMICO

Attraverso la misura "RESTO AL SUD" si offre ai giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un attività propria- nell' ambito della produzione di beni nei settori dell' agricoltura, dell' artigianato e dell' industria ovvero relativa alla fornitura di servizi, una dotazione di 40.0000 euro, di cui:

35% a fondo perduto, a copertura dell' intero investimento e del capitale circolante;

il 65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da Istituti di credito. Tale prestito deve essere rimborsato entro 8 anni complessivi dalla concessione del finanziamento, di cui i primi due anni di pre- ammortamento, e usufruisce del contributo in conto interessi e della garanzia, che consiste; in un contributi in conto interessi per la durata del prestito, corrisposto dal soggetto gestore della misura agli Istituti di credito che hanno concesso il finanziamento e di garanzia per la restituzione dei finanziamenti concessi dagli Istituti di credito da parte del soggetto gestore.

ATTIVITÀ' FINANZIATE

Rientrano le attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell' artigianato e dell' industria, ovvero relativi alla fornitura dei servizi.

Non rientrano attività libero professionali e del commercio ad eccezione della vendita di beni prodotti nell' attività d' impresa.

I finanziamenti non possono essere utilizzati per spese relative a alla progettazione, consulenze e all' erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e della società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.

Le imprese e le società possono aderire al Programma Garanzia Giovani per il reclutamento del personale dipendente.

ITER AMMINISTRATIVO DELLA DOMANDA

I soggetti possono presentare istanza d'accesso alla misura, corredata da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell' Agenzia nazionale per l' attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A - Invitalia, che opera come soggetto gestore della misura, per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri. amministratore titolare della misura, con le modalità stabilite da apposite convenzioni,

Le domande in particolare, possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse a tal fine stanziate, dai soggetti che siano già costituiti al momento della presentazione o si costituiscono, entro 60 gg dalla data di comunicazione del positivo esito dell' istruttoria nelle seguenti forme

impresa individuale

società, ivi incluse le società cooperative

I soggetti beneficiari nella misura devono mantenere la residenza nelle predette regioni per tutta la durata del finanziamento e le imprese e le società devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle regioni agevolate.

Le modalità di corresponsione del contributo a fondo perduto e del contributo in conto interessi, nonché i casi e le modalità per l' escussione della garanzia, sono definite con il decreto del Ministero per Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il Ministero dell' Economia e della Finanze e con il Ministero dello Sviluppo Economico, da adottare entro il 21/07/2017.

Mentre le condizioni tipo dei mutui, sono definite da apposita convenzione che Invitalia è autorizzata a stipulare con l' Associazione Bancaria Italiana (ABI).

Ai fini di rafforzare le opportunità occupazionali e il reddito dei giovani, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, all' art.3 è stata individuata in via sperimentale una procedura di valorizzazione dei terreni abbondandoti o incolti e di beni immobili in stato di abbandono.

Si considerano terreni abbandonati o incolti:

i terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l' attività agricola da almeno 10 anni, in base ai principi e alle definizioni di cui al Regolamento (UE) n.1307/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17/12/2013 e alle disposizioni nazionali di attuazione;

i terreni oggetto di rimboscamento artificiale o in cui sono insidiate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco ai sensi delle leggi in materia, nei quali non siano stati attuati interventi di sfollo o diradamento negli ultimi 15 anni;

le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico. ricettivo, che risultano in stato di abbandono da almeno 15 anni.

 

I beni possono essere dati in concessione, per un periodo non superiore a nove anni rinnovabile una sola volta, che i soggetti che, al momento della presentazione della domanda, risultano avere un età compresa tra i 18 e i 40 anni, previa presentazione di un progetto volto alla valorizzazione e all' utilizzo del bene.

La formale assegnazione è effettuata entro e non oltre 60 giorni dall' approvazione della graduatoria. Con il provvedimento:

l' immobile viene consegnato al beneficiario, con l'immissione in uso;

il beneficiario assume l'obbligo di eseguirvi le attività quali risultanti dal progetto presentato. Tra le suddette attività rientrano quelle agricole, artigianali, commerciali e turistiche- ricettive.

il beneficiario assume detenzione del bene e ha facoltà di godere e di trasformare materialmente il bene medesimo in conformità al progetto.

BENI IMMOBILI PRIVATI

Nel caso di beni immobili privati, i soggetti che, al momento della presentazione della domanda risultino in un età compresa tra 18 e 40 anni manifestano al Comune l' interesse ad utilizzare i beni suddetti,

Tali soggetti sono tenuti a presentare al Comune un progetto di valorizzazione del bene o dei beni che intendono utilizzare indicando, mediante apposito certificato redatto da un notaio:

i dati d' identificazione catastale;

il proprietario del fondo, sulla base delle risultanze dei registri immobiliari;

coloro i quali abbiano volutamente acquisito diritti sul bene in virtù di atti soggetti a trascrizione;

l'inesistenza nei registri immobiliari di trascrizioni pregiudizievoli nell' ultimo ventennio.

Il Comune, valutato positivamente il progetto di valorizzazione del bene, pubblica in un apposita sezione del proprio sito istituzionale, il progetto ricevuto e invia mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, o attraverso posta certificata, una comunicazione all' avente diritto sulla base delle risultanze del certificato notarile, ovvero sulla base di ulteriore, idonea, documentazione, informandolo del progetto presentato e delle condizioni economiche determinate in sede di perizia.

Alla comunicazione è allegata la proposta irrevocabile del contratto d' affitto sottoscritta dal soggetto.

Entro 180 gg dall' avvenuta comunicazione, il Comune, su istanza del presentatore del progetto, qualora l' avente diritto sul bene abbia manifestato il proprio consenso al contratto d' affitto nelle forme dell' atto pubblico, della scrittura privata autentica ovvero all' atto firmato digitalmente, adotta gli atti di competenza idonei a consentire l' esecuzione del progetto per un periodo di durata pari a quello del contratto d' affitto.

Il beneficiario è tenuto a corrispondere al Comune un canone d'uso indicizzato, determinato dal Comune stesso sulla base di un' apposita perizia tecnica di stima del bene, il cui costo è a carico del beneficiario, a decorrere dal momento dell' assegnazione.

Nel caso in cui il Comune non sià titolare del bene oggetto d'affitto, il canone è versato all' avente diritto e il costo della perizia tecnica è a carico del proponente.

L' avente diritto al quale il bene sia stato restituito alla scadenza del periodo contrattuale, il quale, nei 5 anni successivi alla restituzione, voglia trasferire il bene a titolo oneroso, deve notificare la proposta di trasferimento, indicandone il prezzo all' assegnatario, il quale ha diritto di prelazione.

Tale diritto deve essere esercitato, con atto notificato nel termine di 60 gg dalla notificazione, offrendo condizioni uguali a quelle comunicate. In mancanza della notificazione, ovvero qualora il corrispettivo indicato sia superiore a quello risultante all' atto di trasferimento a titolo oneroso dell' immobile, colui che ha diritto alla prelazione può, entro sei mesi dalla trascrizione del contratto, riscattare l' immobile dall' acquirente e da ogni altro successivo avente causa.

Ulteriore misura è quella che istituisce e regolamenta le ZES (Zone Economiche Sociali). Esse saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate.

Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali procedure amministrative e le procedure d' accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che s' insedieranno all' interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell' Amministrazione centrale, della regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della Zes, con l' obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali.

Le modalità per l' istituzione di una Zes, la sua durata, i relativi criteri che ne disciplinano l' accesso e le condizioni speciali sono definite con DPCM, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto con il Ministero dell' Economia e delle Finanze, con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con il Ministero dello Sviluppo Economico, sentita la Conferenza unificata, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di conversazione del presente Decreto.

Lo Zes saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive rispetto al regime ordinario del credito d' imposta al sud. In particolare, le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella Zes, posso usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:

procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convezioni tra le Amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile, sulla base di criteri derogatori a modalità individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministero per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato previa delibera del Consiglio dei Ministri;

accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della Zes alle condizioni definite dal soggetto per l' Amministrazione, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonché delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli art 18 e 20 del Decreto Legislativo 4/08/2016 n.169

Le Zes saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo d' istituzione e nella loro governance.

Il decreto prevede, infine, strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle amministrazioni centrali.

Con una specifica misura di valorizzazione dei contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l' utilizzo di questa forma di gestione dell' attuazione degli interventi di notevole complessità nei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze attive.

Le Zes saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d'imposta al sud, le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale ZES, possono usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:

procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convezioni tra le Amministrazioni locali e statali interessate, e regime procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile, sulla base dei criteri derogatori e modalità individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato, previa delibera del Consiglio dei Ministri;

accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo Strategico della Zes alla condizioni definite dal soggetto per l' Amministrazione, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonchè delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione previste dagli art. 18 e 20 del DLGS 4/08/2016, n.169.

Da notare che oltre gli investimenti della PMI, saranno eleggibili per il credito d' imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno.

Le Zes saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel processo d' istituzione e nella loro governace.

Il decreto prevede, infine strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo Sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle Amministrazioni centrali.

Con una specifica misura di valorizzazione dei contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l' utilizzo di questa forma di gestione dell' attuazione degli interventi di notevole complessità dei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze attive.

Politica e Tabù

Posted by Redazione on May 8, 2017 at 9:25 AM Comments comments (0)

Questo articolo provocatorio, che porta una intitolazione di Freudiana memoria (cfr. Totem e Tabù, Freud), vuole avere il fine di riattivare (melius: attivare, per chi non l’avesse mai avuto) quello spirito critico e polemogeno che contraddistingue l’uomo (animale sociale naturalmente propenso al dialogo ed alla civile convivenza, secondo Aristotele) da un pecorone (citando un tale Hart, filosofo del diritto).




Spesso tento di analizzare, da un punto di vista esterno, la realtà che mi circonda. Oggi tenterò di farlo prendendo in considerazione la comunità santostefanese ed il suo rapporto con la politica. Io credo che ci sia un po’ di timore tra la comunità a parlare di politica. Molti la vedono come una dimensione non accessibile a tutti, come un qualcosa di artificioso e pericoloso confinato nelle mani di poche persone, magari considerate più competenti. Mi sia sommessamente dato rilevare che l’art.2 della Costituzione italiana, dopo aver riconosciuto i diritti inviolabili dell’uomo richiede, in maniera quasi speculare, i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Non a caso l’Assemblea che ha scritto la Costituzione ha anteposto la solidarietà politica a quella economica e sociale. Ordunque la politica, da me intesa come confronto di idee finalizzate al progresso spirituale e materiale delle comunità, è accessibile a tutti e non solo alle persone colte (anche perché, in tutta onestà, non credo che i tutti i futuri candidati che voteremo l’11 giugno conoscano perfettamente, ad esempio, il d.lgs. 267/2000 o TUEL che disciplina l’organizzazione comunale). Ma allora perché noto questo disinteresse diffuso verso il confronto di idee? La maggior parte delle persone metabolizzano acriticamente ideologie preconfezionate da altri, oppure, non confrontano le proprie con altri restando dunque nella dimensione soggettiva.

C’è una preoccupante situazione di acquiescenza e di appiattimento socio-politico nel nostro paese. Nei paesi limitrofi i presupposti per luoghi di confronto e di agonismo politico ci sono, da noi no. L’unico collante sociale a S.Stefano resta la Chiesa, senza di essa la comunità non avrebbe occasioni per incontrarsi. Concludo riportando il passo di Hart sopracitato “...la società in cui accadesse questo sarebbe deprorevolmente formata da pecoroni: e le pecore possono finire al macello”.

(Luciano Costantino)




Pubblicato sul numero del 07/05/2017 di Oratoria (https://www.facebook.com/Oratoria-580425112139571/?pnref=story)


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